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LA MUSICA DEL MONDO
Music club

La musica dei Novalia, gruppo di Rieti che nasce nel 1985, attinge a piene mani dalla tradizione del centro-Lazio. Ma l'utilizzo di organetto, ciaramella, zampogna e del dialetto reatino nei testi non ha una mera funzione di rievocazione popolare. I Novalia: infatti, fondono le proprie tradizioni con la musica del mondo (grazie a strumenti della tradizione mediorientale ed africana) e con ambientazioni elettroniche (create da chitarra elettrica e campionamenti).

L'insieme proposto vuole così diventare un viaggio tra itinerari musicali di diversa matrice che intendono condurre l'ascoltatore verso percorsi non ancora esplorati della cultura mediterranea. La migliore definizione della musica dei Novalia l'ha probabilmente data la rivista canadese: "Metropole" "Le influenze utilizzate dai Novalia sono di provenienza diversa: Il Nord Africa, il Sud Europa, la regione mediteranea, il mare turchese, il vento tiepido che colpisce le orecchie. Gli strumenti sono acustici ed elettronici e miscelano rock tradizionale ed "etnicità".

Formazione: RAFFAELLO SIMEONI (voce, flauti, organetto, ciaramella, cuatro); STEFANO SALETTI (chitarra, campionamenti, sax, percussioni); GIOVANNI LO CASCIO (percussioni, drum kit); MICHELE FRONTINO (basso), FABIANA MANUELLI (suoni).

La musica dei Novalia nasce dalla contaminazione di sonorità e di culture differenti. Il sound della band originaria di Rieti è fusione di suoni arcaici e tradizionali con il gusto raffinato delle ritmiche inglesi e del reggae. Un precedente lavoro dei Novalia "Griot" era dedicato ai cantastorie del Senegal e racconta storie di emarginazione, di rabbia, di povertà e di follia.

Col tempo si è fatta più decisa e smaliziata la scrittura di questa veterana formazione sia nei testi cantati in dialetti dell'alto lazio e dedicati a storie di vecchi e nuovi "briganti", poeti omosessuali, contadini sfruttati e ribelli sognatori sia negli arrangiamenti di ampio respiro di Stefano Saletti che, impreziositi dai numerosi strumenti etnici, spaziano da struggenti melodie mediterranee senza tempo ai ritmi quasi jungle che si muovono sotto La Banda Viola. Menzione particolare per la misurata sensibilità delle interpretazioni vocali di Raffaello Simeoni, che pare aver lasciato definitivamente alle spalle ogni tentazione a facili gigionismi.

Chi guarda dietro troverà la strada per andare avanti. Può sembrare un paradosso ma con questo spirito nasce Arkeo il sesto disco dei Novalia: il fascino millenario di musiche antichissime rivive consegnato nelle braccia del futuro. Arkeo supera i confini stilistici più regionali dei dischi precedenti abbracciando il Mediterraneo, innanzitutto, ma anche Nord Africa e Medio Oriente in un gioco ad incastro tra stili di epoche diverse. Ecco che il drum'n'bass dà un ritmo a saltare all'estasi mediterranea di "Karalarasi", il dub e la jungle attualizzano gli antichi stornelli primaverili di "Cantamaggio" mentre la lentezza del trip hop enfatizza i canti di pellegrinaggio del XIV secolo di "Les Enfants De Giza". E in questo viaggio tra le melodie del mondo, i Novalia non potevano non dedicare una canzone ("Perzu Pe 'Na Creuza De Ma") a Fabrizio De Andrè, padre ispiratore di tutta la ricerca che si fa in Italia di nuovi suoni etnici e popolari




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