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L'Associazione Griot nasce nel 1995 su iniziativa di Raffaello Simeoni e Stefano Saletti e degli artisti che collaborano con loro. L'idea di fondo è quella del recupero e valorizzazione del patrimonio popolare e culturale dell'Italia centrale.
Si tratta di un progetto ambivalente: da una parte c'è un lavoro di ricerca sulle tradizioni; dall'altro c'è la necessità di rendere attuale questo patrimonio non attraverso una mera riproposizione - statica e sterile - del passato, ma innestando elementi che lo rendano vivo.
Questo processo viene condotto con la ricerca di forme e possibilità espressive realmente originali, capaci di coinvolgere un pubblico vasto, di varie tipologie sociali ed anagrafiche, che si (ri)avvicina al grande patrimonio musicale e culturale della tradizione popolare italiana, lontano dagli stereotipi folkloristici e dalla rappresentazione "di maniera" che spesso si fa della musica cosiddetta etnica.
In questi anni in tutto il mondo la valorizzazione del "local heritage" è stato l'elemento caratterizzante, non soltanto in termine di ricerca, ma anche di mercato. Artisti del Terzo e Quarto mondo, dimenticati in patria e costretti ad altri mestieri, sono stati riscoperti da studiosi o da altri artisti. In Italia qualcosa di analogo è accaduto con la tradizione napoletana - spesso con risultati più che discutibili -, mentre nel centro Italia si è assistito a un continuo depauperamento dell'enorme patrimonio di esperienze umane, artistiche, professionali. A parte pochi, eccellenti, ricercatori poco si è fatto per ricordare e valorizzare abili artigiani, cantastorie, suonatori di zampogne, poeti a braccio...
L'idea portante dell'Associazione Griot è avvicinare i ragazzi a queste realtà, cercando si superare un approccio "accademico" alla cultura popolare - che spesso ha spaventato le nuove generazione e costruito un diaframma culturale - ma senza che questo vada a scapito del rigore scientifico e del necessario approfondimento storico-culturale. Vivere la tradizione popolare, i suoi strumenti, i suoi canti, i suoi ritmi, le storie, i protagonisti come una grande festa, nella quale coinvolgere - come accadeva fino a pochi anni fa - le generazioni di ieri e quelle di oggi, senza fratture. Quello che si propone non è quindi una fruizione passiva dell'evento culturale, ma una partecipazione attiva, una costruzione "work in progress".
LE MANIFESTAZIONI
L'Associazione Griot ha organizzato concerti e seminari a Rieti di artisti provenienti da tutto il mondo con il progetto "Ars acustica", realizzando un ponte tra world music, musica etnica e avanguardia.
Sono stati coinvolti per concerti e seminari svoltisi a Rieti, il sassofonista norvegese Jan Garbarek, il pianista belga Wim Mertens, il gruppo americano dei Tuxedomoon, i fiamminghi Daniel Schell e Karo, il gruppo inglese Third Ear Band, il percussionista indiano Paramashivam Pilai, il chitarrista inglese John Rembourn.
Nel '99 è stato realizzato il progetto "Itinerari del suono e della memoria", che prevedeva diversi eventi culturali che avevano come tema la riscoperta del patrimonio tradizionale musicale della provincia di Rieti.
Nella prima fase del progetto è stata realizzata un mostra di strumenti musicali popolari dal titolo "Il suono del legno" che ha messo a confronto strumenti della tradizione del Centro-Italia con quelli del resto del mondo (bacino mediterraneo, nord Africa, India, Sud America).
E' stato realizzato e proiettato il video didattico "L'albero e la memoria" realizzato da Saletti e Simeoni. Si tratta di un documentario "sul campo" nel quale sono stati filmati e intervistati vecchi zampognari, cantastorie e poeti a braccio presi anche all'interno di feste popolari della provincia di Rieti. Una documentazione unica nel suo genere che ha lo scopo di conservare in un video un patrimonio di esperienze umane e artistiche che rischia di scomparire ed essere dimenticato.
Nel dicembre '99 è stata realizzata la seconda edizione di "Ars Acustica", al teatro Flavio Vespasiano di Rieti, con il concerto di tre gruppi musicali: Micrologus, Klezroym, Ons. Tre situazioni particolari: il primo un ensemble italiano di musica medievale, il secondo ebraico, il terzo un gruppo arabo, per un appuntamento interculturale tra musicisti di tradizioni e religioni differenti.
Nel dicembre 2000 è stato realizzata la terza edizione di "Ars acustica". Utilizzando lo spazio suggestivo della chiesa di S.Domenico - nell'intento dell'Associazione Griot di far rivivere spazi inusuali e spesso dimenticati dalla città e della provincia di Rieti - sono state proposte tre situazioni musicali: il cantante berbero Nour-Eddine (Marocco), gli Archedora e i Novalia in una dimensione esclusivamente acustica. Un confronto tra esperienze musicali diverse, con il comune denominatore della ricerca etnica sia per la parte musicale che per l'uso degli strumenti e della lingua.
All'interno della stessa manifestazione è stato allestito uno spazio ristoro con cucina di diverse parti del mondo a cura di cuochi provenienti da differenti paesi.
Sia le manifestazioni del '99 che quelle del 2000 hanno riscosso un grande successo di pubblico e di critica, soprattutto per il carattere di multiculturalità e per aver permesso la riscoperta di luoghi e tradizioni musicali e culturali della provincia di Rieti.
ALTRE ATTIVITA'
Inoltre, per far conoscere ai giovani questo grande patrimonio culturale, l'associazione ha effettuato una serie di seminari nelle scuole della Sabina, tenuti da Raffaello Simeoni, durante i quali sono stati presentati gli strumenti della musica popolare e illustrata la maniera di costruirli, le tecniche di esecuzione, gli esempi musicali di maggiore valore espressivo.
A fianco dell'attività musicale, Stefano Saletti - giornalista professionista - ha fondato e diretto due riviste culturali-musicali che hanno fatto del recupero delle tradizioni e del confronto tra esperienze artistiche differenti il loro punto di sintesi caratterizzante. Si tratta di Sonora (1989-1993) e di Cous Cous (1998) che rappresentano nel campo dell'editoria due esempi di valorizzazione e testimonianza, nello scritto, della ricchezza del patrimonio popolare italiano. Cous Cous si avvale della collaborazione di prestigiosi artisti, ricercatori ed etnomusicologi che sulla rivista analizzano il fenomeno popolare e le possibili interrelazioni di stile e di genere.
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